Perchè stare insieme? Per un progetto comune
Profilo autore: CoCa
La comunità capi del gruppo scout
Nonostante il nome, le premesse di solito si scrivono alla fine di un lavoro, di un percorso. Questo per ripercorrere il senso complessivo delle cose fatte e, quindi, per orientare meglio la lettura del documento. Ma non è questo il nostro caso. Scriviamo queste premesse senza sapere verso quale risultato concreto ci porterà il nostro cammino. Tutti noi però partiamo per questo percorso sperando in un risultato che sia utile al futuro del gruppo che verrà: attraverso un progetto, costruito in modo sentito e partecipato da tutti, anche se ciascuno secondo la sua storia sensibilità e possibilità, ma proprio per questo vera dichiarazione di impegno personale e di responsabilità, prioritariamente verso i ragazzi e le ragazze che oggi sono nel gruppo o che accoglieremo domani.
Abbiamo cercato, allora, un progetto da sentire nostro, una visione comune delle cose importanti per il futuro del gruppo, una spinta anche per affrontare problemi e difficoltà che oggi abbiamo davanti e per i quali abbiamo definito a Natale del 2003 delle priorità. Da qui inizia il percorso per costruire il progetto. Queste priorità sono state riassunte in un pro memoria che abbiamo chiamato il patto di Natale. Il patto è una chiamata personale e al tempo stesso un invito forte all’esperienza di capo scout nel Roma 129. Esso si fonda su quattro presupposti, che sono il nostro obiettivo personale di capi scout :
(San Pio V, 17 dicembre 2003)
Abbiamo cercato, allora, un progetto da sentire nostro, una visione comune delle cose importanti per il futuro del gruppo, una spinta anche per affrontare problemi e difficoltà che oggi abbiamo davanti e per i quali abbiamo definito a Natale del 2003 delle priorità. Da qui inizia il percorso per costruire il progetto. Queste priorità sono state riassunte in un pro memoria che abbiamo chiamato il patto di Natale. Il patto è una chiamata personale e al tempo stesso un invito forte all’esperienza di capo scout nel Roma 129. Esso si fonda su quattro presupposti, che sono il nostro obiettivo personale di capi scout :
- Amare: la forza del cambiamento è un atto di amore gratuito
anzitutto verso i ragazzi e le ragazze del gruppo, uomini e donne di domani, persone da amare;
- stile scout: chiamata controcorrente
contenitore e contenuto dell’esperienza associativa, saremo fermi nella proposta di vivere secondo lo stile semplice ed essenziale, ma non per questo sciatto, proposto dello scoutismo cattolico italiano;
- segni e simboli: comunicare i valori
il fazzoletto, il totem, la fiamma, le mani unite, la croce: saremo attenti a spiegare e ricercare il valore dei segni come a richiederne il rispetto;
- capi scout, adulti in cammino
cercheremo di essere
capi che usano con padronanza il metodo scoutcapi che costruiscono la strada da fare (progettualità)
capi che offrono una testimonianza coerente dei valori proposti
capi che condividono la responsabilità educativa del gruppo.
(San Pio V, 17 dicembre 2003)
Sottotitoli
- Perchè stare insieme? Per un progetto comune
- Un progetto, utile, per stare insieme... e ancora uniti
- Stare insieme per un progetto
- Comunità e progressione personale
- Il gioco: prima dimensione di socializzazione e rispetto delle regole
- Competenza: accuratezza e qualità da costruire e poi mettere a disposizione dell’altro
- Partecipazione sociale ed impegno politico
- Educazione alla fede ed esperienza religiosa
- Vita all'aperto: dalle sedi alla natura, dalla carta crespa al creato
- Coeducazione
- Sviluppo del gruppo: No allo scautismo della sopravvivenza, si alla crescità nella qualità
- Conclusioni e raccomandazioni finali a noi stessi


